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Festival pianistico, Jan Lisiecki: «La musica classica deve dialogare con il presente e le influenze contemporanee»

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di Luigi Radassao

Lisiecki ha 31 anni e dieci di carriera come pianista: ritorna a Bergamo martedì 26 maggio con un programma personalissimo dal titolo World (of) Dance.

Ha da poco compiuto 31 anni, ma alle spalle ha già oltre 10 anni di carriera, trascorsi sui più importanti palcoscenici del mondo, e una dozzina di registrazioni discografiche, tutte premiate dalla critica. Il canadese Jan Lisiecki ha preso le prime lezioni di pianoforte all’età di cinque anni e debuttato in concerto soltanto quattro anni dopo, ma sempre rifiutando l’etichetta di bambino prodigio, addirittura nascondendo ai suoi compagni di classe le prodigiose doti musicali. Lisiecki ritorna a Bergamo per il Festival Pianistico martedì 26 maggio con un programma personalissimo dal titolo World (of) Dance.

Qual è la ragione di questo titolo?
«Il genere può significare molto più del titolo. Oltre a danze famose di compositori come Chopin o Piazzolla, esploro anche danze di Schubert, di Ginastera e Szymanowski: musiche che non definireste delle vere danze. Sta proprio qui la ragione: cerco di mostrare che solo perché qualcosa ha un certo titolo non significa che debba suonare in un determinato modo. Inoltre, il titolo mi consente di eseguire compositori difficili da

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