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Affitti brevi, in vigore i nuovi vincoli europei: più dati alle autorità e più poteri ai Comuni (anche di limitare le notti in centro)

di Redazione Economia

Il regolamento Ue, in vigore dal 20 maggio, rafforza la trasparenza sugli affitti brevi: obblighi per le piattaforme, più dati alle autorità e nuove regole per le aree turistiche sotto pressione. In arrivo anche il Piano casa europeo

Nuovi obblighi in arrivo per le attività di locazione breve. Questa volta non si tratta di norme nazionali o regionali, ma di un intervento diretto dell’Unione europea: il regolamento n. 2024/1028, entrato in vigore il 20 maggio, che punta a rafforzare la trasparenza e la condivisione dei dati sugli affitti brevi. Il provvedimento si inserisce in un percorso più ampio di riforma: il Piano casa europeo, atteso entro l’estate, conterrà ulteriori misure dedicate al settore.

Le regole già in vigore in Italia

Il sistema italiano si è in parte mosso in anticipo rispetto al quadro europeo. Dal 1° gennaio 2025 è diventato obbligatorio il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per gli immobili destinati a locazioni brevi, uno strumento pensato per migliorare la tracciabilità delle operazioni. Parallelamente, la Banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili in locazione breve, gestita dal Ministero del Turismo, consente già oggi un monitoraggio più strutturato del fenomeno.

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