
di Alessia Rastelli
Il figlio della senatrice a vita e membro di Sinistra per Israele: «L’opposizione c’è e va aiutata, anche materialmente»
«Quella scena è uno scempio, è inaccettabile. Ancora prima del diritto internazionale, c’è il rispetto della dignità umana». Commenta così Luciano Belli Paci, figlio della senatrice Liliana Segre e membro dell’esecutivo nazionale di Sinistra per Israele-Due popoli due Stati, le immagini degli attivisti della Flotilla ammanettati, bendati e derisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir. «Persino il premier Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar — aggiunge — hanno reagito, ma i nodi vengono al pettine».
A che cosa si riferisce?
«Netanyahu ha la responsabilità politica, direi storica a questo punto, di avere portato al governo, pur di rimanere in sella, forze come il partito di Ben-Gvir e quello del ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich. Non semplici formazioni di estrema destra, ma eredi del partito Kach, fascistoide e razzista, dichiarato fuorilegge e terrorista già nel 1994. L’episodio che ha coinvolto i membri della Flotilla è stato orrendo, ma questi partiti nel governo rappresentavano già una vergogna per Israele».
Le posizioni diventeranno ancora più estreme in vista delle elezioni politiche?
«Temo




