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Inps, 270 mila Cu sbagliate per pensionati deceduti: come evitare il rischio doppio pagamento per gli eredi

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Le addizionali comunali trattenute ma non inserite nelle Certificazioni uniche. L’Inps corregge i dati, Caf al lavoro sulle dichiarazioni già inviate

Dopo il caos sulle Certificazioni uniche errate per Naspi, cassa integrazione e maternità, un nuovo errore viene segnalato all’Inps. Stavolta riguarda circa 270 mila Cu di pensionati deceduti nel 2025: le addizionali comunali, regolarmente trattenute sugli assegni, non sono state riportate nella certificazione fiscale utilizzata anche per la dichiarazione precompilata.

Il problema rischia di scaricarsi sugli eredi. Infatti, «se le addizionali comunali erano state trattenute al defunto ma poi non inserite nella Certificazione unica», spiega al Corriere Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta dei Caf, «gli eredi rischiano di pagarle una seconda volta» perché l’importo il sistema potrebbe considerarlo come non versato. E dunque richiederlo di nuovo.

L’errore riguarda importi spesso molto bassi e variabili da Comune a Comune, perché ogni amministrazione applica aliquote differenti. Ma il nodo, più che economico, è amministrativo: successioni, dichiarazioni già inviate, precompilate da correggere.

​Le correzioni in corsa

L’Inps assicura di essere già intervenuto. In una nota infatti l’Istituto spiega di aver «provveduto all’aggiornamento delle Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate», che sta ora adeguando

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