Da Washington arriva una semi-boccata d’ossigeno per l’agroalimentare italiano. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti bocciato i dazi voluti da Donald Trump. La decisione, riportata da Bloomberg, è arrivata con sei voti favorevoli e tre contrari, una maggioranza netta che ridisegna i confini dei poteri presidenziali in materia commerciale e che, di riflesso, potrebbe allentare la pressione su filiere del made in Italy come pasta, vino, formaggi, olio e conserve, negli ultimi mesi colpite da tariffe aggiuntive introdotte dall’amministrazione guidata dal tycoon. Potrebbe perché, come riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, «ci sono delle misure temporanee che possono adottare gli americani, che già si aspettavano questa decisione. Quindi non credo che ci saranno grandi cambiamenti per quanto riguarda le nostre esportazioni».

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump
Il punto centrale della sentenza riguarda l’uso dell’International Emergency Powers Act, la norma a cui Trump si era appellato per giustificare le tariffe del cosiddetto “Liberation Day”. I giudici hanno stabilito che quella legge non autorizza il presidente a imporre dazi. Il provvedimento, nato negli anni Settanta dopo le misure protezionistiche adottate da Richard Nixon in piena crisi della bilancia dei pagamenti seguita al




