Patronati, in fila per tre

 

Lungo la Hastings, arteria che raccorda il centro di Vancouver con Burnaby, giusto in fila, una dopo  l’altra,  si  trovano le sedi dei patronati Ital-Uil, Inca ed Enasco. Gli uffici sorgono nella zona di maggiore concentrazione di attività commerciali italiane, facilmente raggiungibili dai residenti fuori città. Responsabile del patronato Ital-Uil è il romano d’origine Valentino Serviziati, volontario molto attivo in comunità, membro del direttivo del Centro  culturale  italiano, e, tra l’altro, consigliere del Comites. «Oltre ai servizi comuni, come pensioni, anagrafe in  collaborazione  con il consolato e assistenza agli anziani – afferma –, ci occupiamo di domande di residenza e cittadinanza canadese, eventuale riacquisto della cittadinanza italiana e primo orientamento per i nuovi arrivati dall’Italia. Gli assistiti sono per il 70 per cento pensionati e per il 25 lavoratori tuttora in servizio; il restante 5 per cento è costituito da giovani». Nonostante gli impegni, avendo anche «un figlio quattordicenne, bravo studente e giocatore di rugby», Serviziati ama dedicarsi alla famiglia. Alla guida del patronato Inca-Cgil è Rocco Di Trolio. Giunto a Vancouver negli anni ’90, ne ha curato l’espansione facendolo diventare punto di riferimento socio-politico per la comunità italocanadese. Irpino di Calabritto, ha fatto la sua «gavetta» a Londra, prima di entrare nell’atti- vità sindacale con Cgil e nel patronato Inca. Consigliere  del  Cgie, è stato organizzatore e presidente del Comites nonché dei «Campani nel mondo».

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Il sorriso di Eleonora e la premura delle collaboratrici Cinzia e Lina portano il sole nell’ufficio Enasco. «Siamo i più poveri noi – esclama Eleonora Perizzolo, responsabile del patronato –, però siamo molto popolari, per gentilezza e professionalità del servizio». Gente di ogni età e condizione sociale si rivolge a noi, sapendo di poter contare su ascolto, collaborazione e solidarietà. Non solo per risolvere questioni di tutela lavorativa, ma anche per problemi di eredità, ricerca di persone smarrite, assistenza a disoccupati e ammalati. Nata a Vancouver da genitori veneti, sposata a un trevisano, due volte madre e da poco nonna, da bambina trascorreva le vacanze estive in Veneto dalla nonna paterna, Elisabetta Tasca Serena, per lei modello di vita. «In questi anni – afferma – stanno arrivando tanti giovani italiani, disposti ad accettare qualsiasi lavoro pur di trasferirsi in Canada. Li aiutiamo con le pratiche di immigrazione, la ricerca di datori di lavoro, i contatti con esperti in leggi migratorie, spesso anche a trovare alloggio. Cerchiamo di aiutarli. Lo facciamo per amore cristiano». Oltre ai tre di Vancouver, sono attivi patronati Inas anche a Edmonton e Calgary.

Anna Maria Zampieri Pan